Un viaggio avventuroso

Roberto Castiglioni racconta l’Afghanistan: «Un Paese sicuro per i turisti»

Partito il 7 giugno da Corbetta, il suo rientro è previsto a fine agosto dopo un'avventura in solitaria.

Roberto Castiglioni racconta l’Afghanistan: «Un Paese sicuro per i turisti»

Continua l’avventura di Roberto Castiglioni, 51 anni, di Corbetta, che dal 7 giugno sta esplorando l’Afghanistan e altre nazioni asiatiche. Dopo 26 anni di viaggi in solitaria, Roberto ha intrapreso questo nuovo percorso a bordo della sua Ford Focus, un’auto che lo accompagna da 11 anni e ha già percorso circa 250mila chilometri.

Visite tra le città afghane

«Dopo aver attraversato i Balcani, la Turchia, la Georgia, il Caucaso russo, il Kazakistan e l’Uzbekistan, sono giunto a Samarcanda», racconta. «Il 25 giugno ho ottenuto il visto per l’Uzbekistan e ho varcato il confine afghano, che è la meta principale di quest’anno. Ho visitato diverse città, tra cui Mazara i Sharif, Bamyan, il lago Band e Amir, Ghazni, Kandahar, Herat, Kabul e Jalalabad. Ho anche visitato la tomba di Mullah Omar, il leader dei Talebani, nei pressi di Qalat».

Contrariamente alle aspettative, Roberto afferma: «L’Afghanistan è un Paese tranquillo e non pericoloso. I Talebani accolgono i turisti, desiderosi che la loro esperienza venga raccontata positivamente per invogliare altri a visitare il Paese». Ha confermato la cordialità mostrata nei suoi confronti sia dai locali che dai Talebani: «Ho bevuto tè in vari posti di controllo e ho trovato sempre gentilezza. Ho esplorato praticamente tutte le città, inclusa Jalalabad, a circa 50 km dal Pakistan. Sono stato anche ospite a pranzo in una caserma dei Talebani nel Nuristan e ho pernottato in una caserma della polizia criminale».

Curiosità sul viaggio

Tra le curiosità emerse durante il viaggio, Roberto sottolinea il particolare stile di guida in Afghanistan: «Nelle città, la guida è caotica; molte auto circolano senza targa e non esiste il concetto di patente. Chiunque può acquistare un’auto e mettersi al volante». Inoltre, racconta che «le persone sono molto curiose e vogliono scattare foto con me. Quando dico di essere italiano, restano sorpresi che io sia arrivato fino a lì da solo. Mi sento come un marziano, la mia presenza suscita curiosità, dato che turisti come me non si vedono spesso».

Il diario di viaggio

Fino a questo momento, Castiglioni ha percorso 12.200 chilometri e prevede di rimanere in Afghanistan ancora pochi giorni prima di rientrare in Uzbekistan. Non ha ancora deciso il percorso di ritorno, ma considera di passare attraverso Russia e Bielorussia. Il suo rientro a Corbetta è programmato per la fine di agosto. Roberto documenta la sua avventura attraverso un diario di viaggio sui social, intitolato «In viaggio con Rubbe».