L’associazione culturale UrbanaMente, con il patrocinio del Comune di Magenta, organizza un incontro pubblico intitolato “SAFFA. Lo sguardo delle nuove generazioni tra storia e futuro”, previsto per venerdì 17 aprile 2026 alle ore 21.00, presso Casa Giacobbe (Via IV Giugno 80, Magenta).
Un’importante eredità industriale
L’incontro si propone di riportare l’attenzione su un capitolo significativo della storia industriale, rappresentato dall’ex area SAFFA (Società Anonima Fabbriche Fiammiferi ed Affini). Fondata nel 1932 dalla fusione delle principali aziende del settore, la SAFFA, con sede a Magenta, ha operato per decenni come un importante polo produttivo a livello internazionale, raggiungendo una produzione annuale di 45 miliardi di fiammiferi, esportati in oltre venti Paesi e offrendo lavoro a migliaia di persone.
Attorno allo stabilimento di Ponte Nuovo si è sviluppato un vero e proprio villaggio operaio, progettato dall’architetto Giovanni Muzio, dotato di servizi quali scuole, mensa, cinemateatro e luoghi di culto, un esempio emblematico di urbanistica sociale e archeologia industriale. Dopo la chiusura definitiva nel 2002, l’area ha suscitato crescente interesse e riflessione da parte della comunità e delle nuove generazioni.
Ricerca e rigenerazione urbana
La serata del 17 aprile rappresenta un momento di valorizzazione e approfondimento, con la presentazione di due ricerche universitarie:
Riccardo Pirovano esporrà “Tra Circular Economy e Autarchia: il caso SAFFA”, analizzando il modello produttivo dell’azienda e evidenziando le innovazioni legate al riuso dei materiali e a una prospettiva anticipatrice dell’economia circolare.
Salvatore Calabrò e Andrea Curti presenteranno uno studio sull’ex area SAFFA di Ponte Nuovo, corredato da un modello tridimensionale che propone possibili scenari di rigenerazione urbana, mirando a coniugare memoria storica e nuove funzioni per la comunità.
L’incontro si configura come un’opportunità di confronto tra studiosi, professionisti, cittadini e giovani, con la convinzione che la conoscenza del passato sia fondamentale per progettare il futuro del territorio.
L’ingresso è libero.