Firme contro il data center

Depositate in comune 1.260 firme contro il data center a Magenta

I firmatari chiedono maggiore trasparenza, dialogo con i cittadini e l'interruzione dell'iter prima della valutazione di impatto ambientale

Depositate in comune 1.260 firme contro il data center a Magenta

Prosegue la mobilitazione contro il progetto del data center nell’area ex Novaceta, che entra in una nuova fase.

Petizione contro il data center

È stata presentata presso il Comune di Magenta una prima tranche della petizione popolare rivolta al sindaco Luca Del Gobbo. L’obiettivo è chiedere la sospensione dell’iter per il progetto «Mxp Magenta Campus Data Center», promosso dalla società Namira Sgr, e avviare un confronto pubblico con la comunità.

Richieste dei promotori

Finora sono state raccolte 1.260 firme, e i promotori continuano a organizzare nuovi banchetti sul territorio. Il loro intento è informare i residenti e mantenere alta l’attenzione su un progetto che solleva preoccupazioni, in particolare sul fronte ambientale. La petizione presenta due richieste chiave: non firmare il Piano attuativo prima della conclusione della procedura di valutazione di impatto ambientale (Via), attualmente in corso presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, e convocare un’assemblea pubblica per affrontare quella che i promotori definiscono «una carenza di informazione e di coinvolgimento della cittadinanza».

Mobilitazione e trasparenza

La raccolta firme segna l’ultimo sviluppo di una mobilitazione avviata nelle ultime settimane, dopo un’assemblea pubblica organizzata dai circoli cittadini di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Socialista Italiano e Movimento 5 Stelle. In quell’occasione, è stato illustrato il progetto per il nuovo polo tecnologico nell’area industriale dismessa. A seguire, alcuni cittadini hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dell’ex Novaceta, per richiamare l’attenzione su temi come la bonifica del sito, il consumo di suolo e i possibili impatti ambientali dell’intervento.

I promotori della petizione affermano:

«Le 1.260 firme raccolte finora rappresentano un forte segnale democratico che il sindaco non può ignorare. Chiediamo trasparenza e rispetto delle tutele ambientali prima che vengano apposte firme definitive».

Futuri sviluppi della mobilitazione

Assicurano che la mobilitazione non si fermerà con il deposito delle firme già raccolte:

«La nostra azione continuerà con ancora maggiore determinazione: i cittadini del Magentino hanno il diritto di decidere sul futuro della propria terra».